BELLA TURCHIA
 

SIRINCE

Questa cittadina situata a  83 km distanza da Izmir, nel XIX secolo era una città greca di 1800 famiglie, famosa soprattutto per la produzione di fichi per l'esportazione. Con lo scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia nel 1923, la popolazione greca fu costretta ad abbandonare il villaggio e in gran parte si trasferì in un paese nella Grecia settentrionale (che chiamarono Nea Ephesos, ossia "Nuova Efeso"). Sirinçe fu quindi colonizzata dai profughi dei villaggi di Müştiyan (Moustheni) e Somokol (Domatia) di Kavala. L’antico villaggio di montagna, con graziose case in pietra, stucco e legno e una lunga tradizione nella produzione del vino, è oggi una rinomata località turistica turca e internazionale. Ha conservato la sua incantevole architettura tradizionale e molte case sono state restaurate e trasformate in boutique hotel.

EFESO

Efeso è stata una delle più importanti città del mondo antico e oggi è uno dei più noti siti archeologici del Mediterraneo, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio mondiale dell'umanità. Affermatasi come importante e ricco centro commerciale al confine tra occidente e oriente,  dal 129 a.C. divenne la capitale della provincia romana dell'Asia Minore. Tra le sue rovine sono degne di nota quelle del Teatro, del piccolo tempio di Adriano, della Biblioteca di Celso e dei numerosi stabilimenti di bagni pubblici. La Biblioteca di Celso rappresenta uno degli edifici più spettacolari di Efeso; fu costruita dal console Gaio Giulio nel 117 d.C. in onore di suo padre Tiberio Giulio Celso Polemeano, illustre personaggio che ricoprì tutte le cariche previste dal cursus honorum romano, compresa quella di proconsole dell'Asia Minore. Ridotte a una singola colonna sono invece le testimonianze di quello che fu il più celebre monumento di Efeso e uno dei più grandi edifici del mondo antico: il tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo, raso definitivamente al suolo nel 401 per ordine di Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli. Efeso è famosa anche per aver dato i natali ad Eraclito di Efeso, tra i maggiori filosofi presocratici.

La statua della grande Artemide

L'Artemide Efesia,  conservata presso il Museo archeologico nazionale di Napoli, è una scultura raffigurante la dea Artemid risalente al II secolo d.C.  La statua in alabastro giallo rappresenta l'immagine cultuale presente nel tempio di Artemide a Efeso. Dea della natura e dominatrice delle fiere, la statua è decorata con protomi di leoni, grifi, cavalli, tori, api, sfingi e fiori.   

 

La Chiesa di San Giovanni e la Casa della Vergine

Secondo alcune fonti, l'apostolo Giovanni soggiornò ad Efeso e con lui ci sarebbe stata anche Maria. L'ipotesi non è accertata ed è negata da altre fonti. A Efeso, nel luogo considerato sede del sepolcro di Giovanni fu costruita nel VI secolo, sotto l'imperatore Giustiniano, una basilica della quale oggi rimangono solo tracce. Ad alcuni chilometri a sud di Efeso si trova una piccola cappella conosciuta come casa di Maria. Preceduta da un vestibolo, la piccola costruzione risale al IV secolo. Sono state trovate tracce di fondamenta risalenti probabilmente al I secolo.

APHRODISIAS

La piccola città di Aphrodisias si trova su un altopiano ad un'altitudine di circa 600 metri, nella valle del Meandro. La zona è stata spesso soggetta a terremoti. Dal  2017 il sito archeologico è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO.

Fondata nel V secolo a.C., la città si sviluppò durante l'Impero Romano e divenne un importante centro d'arte, in particolare di scultura, tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C. La sua fama è legata  al tempio di Afrodite e alle cerimonie tenute in onore della dea. Il tempio di Afrodite è il più antico edificio in marmo della città. ll nome di Aphrodisias, con cui la città venne conosciuta in epoca ellenistica e romana, deriva proprio dalla dea a cui il tempio era dedicato.   Con la diffusione del cristianesimo, il tempio venne modificato ed ampliato per trasformarsi in cattedrale. Dal VII secolo, la città abbandonò il nome Aphrodisias, che era associato al paganesimo, e sotto l'influenza del Cristianesimo fu ribattezzata Stavropolis (città della Croce). Durante l'impero bizantino, la regione iniziò ad essere identificata come Caria, sebbene fosse situata più nell'entroterra rispetto all'antica Caria. 

Le prime notizie storiche di Aphrodisias risalgono alle monete cittadine coniate in bronzo e in argento nel II secolo a.C. Secondo lo storico Appiano di Alessandria, a seguito di un responso dell'oracolo di Apollo a DelfiSilla inviò nell'82 a.C. al santuario di Afrodite una corona e una doppia ascia d'oro, che furono più tardi raffigurate sulle monete. Lo sviluppo della città si ebbe soprattutto in epoca imperiale romana: per la sua fedeltà ad Ottaviano nelle guerre civili, in seguito alle quali Ottaviano salì al potere come Augusto, le fu riconosciuta l'autonomia e vennero edificati importanti monumenti pubblici. Per tutto l'impero romano rimase un centro importante, sia per la presenza del santuario sia come centro di produzione artistica legato alle vicine cave di marmo (scuola di Afrodisia). Divenne famosa anche come centro culturale. Ad Aphrodisias nacquero lo scultore Aristea e il filosofo Alessandro di Aphrodisias.

PAMUKKALE 

Pamukkale, che in turco significa "castello di cotone", è un sito naturale di straordinaria bellezza dove si possono ammirare le piscine naturali più spettacolari al mondo. Nelle vicinanze si trovano le rovine  dell’antica città di Hierapolis, che fiorì nel periodo ellenistico, fondata intorno al 180 a.C. da Eumene II re di Pergamo proprio sul castello alla sommità di Pamukkale. Dal 1988, Pamukkale e Hierapolis sono annoverati tra i siti  patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO. Le maestose terrazze bianche di Pamukkale, costituite da spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna,  devono la loro origine ai continui movimenti tettonici e ai forti terremoti a cui è sottoposta questa zona della Turchia. Il caratteristico colore bianco è dato dalla presenza di minerali come il gesso e il carbonato di calcio, che danno ai pendii l'aspetto di meravigliose cascate bianche pietrificate. Le acque termali che sgorgano in  questo fantastico luogo hanno temperature comprese tra i 40 ed i 50° e diverse proprietà curative, conosciute da migliaia di anni.

 

KONYA

Importante città romana e bizantina, Konya è situata sulla strada che collegava Costantinopoli ad Antiochia. La fama di Konya è legata al fatto di avere ospitato Gialal al-Din Rumi, noto come Mevlana, poeta musulmano sunnita persiano vissuto nel XIII secolo, studioso, teologo e mistico sufi fondatore del movimento mistico dei Dervisci Danzanti. La sua influenza si è fatta sentire  in molte nazioni diverse. Il suo patrimonio spirituale è stato abbracciato da iraniani, tagiki, turchi, greci, pashtun, musulmani dell'Asia centrale e musulmani dell'Asia meridionale, ed è stato apprezzato per oltre sette secoli. Le sue poesie sono state tradotte in diverse lingue del  mondo.

IL CARAVANSERRAGLIO DI SULTANHANI

Il caravanserraglio di Sultanhani rappresenta una delle attrazioni turistiche più significative dell'Anatolia centrale, il più grande e meglio conservato caravanserraglio selgiuchide in Turchia. Costruito nel 1229 dal sultano selgiuchide Alaeddin Keykubad I, veniva utilizzato come area di sosta delle carovane che percorrevano la via della seta verso la Persia.   Il suo ingresso monumentale, riccamente scolpito, si apre su un ampio cortile circondato da magazzini, stalle, cucina e camere in cui erano ospitati animali e persone. Una piccola moschea al centro del cortile veniva usata dai viaggiatori per le preghiere. Il cortile coperto, anch'esso con un ingresso monumentale, era utilizzato durante l'inverno. In condizioni meteorologiche avverse, sia i commercianti sia i loro cammelli potevano ripararsi all'interno per stare al caldo.

 

LA CAPPADOCIA  

La Cappadocia si trova su un altopiano nella regione dell’Anatolia centrale. È un luogo unico al mondo dove natura e storia si sono integrate dando origine ad un paesaggio surreale e fiabesco, ricco di cavità e grotte, costellato di piramidi di origine vulcanica, i famosi «camini delle fate», e di villaggi rupestri dai colori straordinari, che vanno dal rosso all’oro, dal verde al grigio. La valle di Göreme,  con le sue formazioni rocciose dalla bellezza mistica,  dal 1985 è inserita nella lista dei siti  patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO.  La conformazione geologica della Cappadocia è unica al mondo ed  è il risultato del dispiegarsi di forze naturali nel corso di millenni. Altrettanto unico è il suo patrimonio storico e culturale. L'origine delle piramidi di Göreme è dovuta all'erosione di rocce vulcaniche che si sono formate in seguito alle eruzioni di due vulcani  circa 8 milioni di anni fa. Alcune di queste piramidi sono state scavate e abitate fin dal IV secolo a.C., prima rifugio di anacoreti, in seguito di eremiti cristiani e poi di intere popolazioni. In epoca bizantina, l'intera regione si è trasformata in uno straordinario universo rupestre con ben 365 edifici come chiesecappellemonasteri, alcuni dei quali internamente decorati con affreschi policromi. La Cappadocia fu terreno fertile per la diffusione del Cristianesimo, che prese impulso dalla vivace comunità cristiana di Antiochia in Siria. Le chiese della Cappadocia subirono gli sfregi del periodo iconoclasta della storia bizantina (725-843), e molte pitture parietali furono danneggiate in seguito al divieto di rappresentare figure sacre. La posizione geografica, a cavallo fra l'Asia minore e la Mesopotamia, ha fatto per secoli della Cappadocia un crocevia di rotte commerciali, punto di passaggio della Via della Seta, oltre che l'oggetto di ripetute invasioni di popoli stranieri.

 

ARSLANTEPE MALATYA

Arslantepe, in turco “La collina dei leoni", si trova nella piana di Malatya, tra le montagne dell’Anatolia orientale, a una decina di chilometri dalle rive dell’Eufrate. Qui una missione archeologica dell'Università 'La Sapienza' di Roma ha portato alla luce una lunghissima sequenza di abitati sovrapposti. A partire almeno dal 5000 a.C. e fino al Medioevo, diversi gruppi umani hanno scelto di abitare, costruire, governare, seppellire i loro morti in questo luogo.
Il sito archeologico di Arslantepe, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall'UNESCO nel  2021, è il risultato di questo sovrapporsi di insediamenti umani, uno sull'altro.  Da sessant’anni gli scavi della Missione Archeologica Italiana continuano a sfogliare, livello dopo livello, questo libro di terra, che ci racconta storie complesse di cambiamenti, di villaggi e città, di case e palazzi, di templi e sepolture, di crolli rovinosi e momenti di prosperità. Imponente è la scoperta di un complesso palatino risalente alla fine del IV millennio a.C. Unico nel suo genere, il complesso si caratterizza per la presenza di almeno due aree templari, magazzini e dipinti, e per la scoperta di quelle che sono considerate le spade più antiche ritrovate al mondo.

 

NEMRUT

Il Monte Nemrut, situato tra le città di Malatya e Adiyaman, è una montagna isolata alta 2.150 metri nella catena dell'Antitauro. Sulla sommità di questo monte un re armeno del I secolo a.C., Antioco I  Epifane, fece costruire la propria tomba e la riempì di statue monumentali raffiguranti se stesso e gli dei. Oggi i visitatori sono accolti da una schiera di statue decapitate, le cui teste colossali alte 2 metri sono state staccate dai corpi dai terremoti. Le statue sono disseminate su due grandi terrazze scavate a mano nella roccia e sovrastate da un tumulo conico alto 50 m ricoperto di ghiaia,che si dice copra le tombe dello stesso Antioco e di tre donne della famiglia reale. Il Parco Nazionale del Monte Nemrut è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO nel 1987.

 

GAZIANTEP

Gaziantep,  situata all'incrocio tra l'Anatolia sud-orientale e il Mediterraneo, è ritenuta una delle più antiche città abitate continuativamente nel mondo. Con il parco urbano più grande della Turchia al di qua dell’Eufrate e una vibrante cultura del caffè, Gaziantep emana eleganza e sicurezza. Vanta anche un’attrattiva spettacolare che da sola merita il viaggio: il superbo nuovo Museo dei Mosaici di Zeugma. La città occupa un posto di rilievo nella produzione di pistacchi; il baklava al pistacchio, cucinato da maestri pasticceri locali, è rinomato nel mondo. È in corso un’opera di riqualificazione delle parti più antiche della città: la fortezza, i bazar, i caravanserragli e le antiche case in pietra sono stati oggetto di un’accurata opera di restauro.

 

ZEUGMA

Zeugma è una antica città fondata intorno all'anno 300 a.C. da Seleuco Nicatore, generale di Alessandro Magno, sulla riva destra dell'Eufrate, in una posizione che ora fa parte della provincia di Gaziantep, in Mesopotamia. La città visse il suo periodo di massimo splendore sotto la dominazione romana e successivamente divenne una delle principali stazioni commerciali lungo la Via della Seta. Oggi gran parte dell'antica città è sommersa dalle acque in seguito alla costruzione della diga di Birecik, mentre i mosaici e i reperti più interessanti ritrovati nella zona sono esposti nel Museo dei Mosaici di Gaziantep. Uno dei più rinomati, diventato il simbolo del museo, è il mosaico della Zingara raffigurante gli splendidi occhi di una ragazza zingara che incantano da quasi duemila anni. Sul sito originale di Zeugma,  è stato eretto un moderno padiglione per proteggere le rovine delle ville romane di Dioniso e Danae.

 

ŞANLIURFA

Şanlıurfa, la "città dei profeti", nota anche come Urfa e con il suo antico nome Edessa, è un centro spirituale e meta di pellegrinaggio, luogo sacro per ebrei, cristiani e musulmani. Il luogo è legato alla memoria dei profeti Giobbe e Abramo. Ufficialmente, la città fu fondata nel IV secolo a.C. ma a seguito di alcuni ritrovamenti nelle zone circostanti si ritiene probabile che le origini siano molto più antiche, risalenti al 9000 a.C. Nel corso della storia, la città è stata conquistata ripetutamente e dominata da molte civiltà, tra cui Sumeri, Babilonesi, Assiri, Persiani, Romani, Bizantini e Arabi.

Il Balıklı göl, situato nel centro della città,  è una piscina sacra ritenuta dai musulmani il luogo dove Abramo è stato gettato nel fuoco da Nimrod. Si narra che quando Abramo venne gettato nel fuoco, Dio intervenne e lo lanciò in aria facendolo atterrare proprio in questo punto. In quel momento le fiamme diventarono acqua e i tronchi bruciati si trasformarono in pesci. Ancora oggi il Balıklı göl è popolato di carpe che sono considerate sacre.

Negli ultimi anni, reperti archeologici portati alla luce a Şanlıurfa hanno fornito informazioni importanti sulla storia dell'umanità. La città ospita il Museo di Haleplibahçe, uno dei più grandi e preziosi musei della Turchia, composto da due sezioni principali, una dedicata ai mosaici e l'altra ai reperti archeologici. Uno degli oggetti più affascinanti esposti è una scultura di 9500 anni, la più antica scultura umana a grandezza naturale.

Nella sezione dei mosaici si può oggi ammirare l'antico mosaico di Orfeo, realizzato nel 194 d.C. Rinvenuto  nel 1980, fu portato negli Stati Uniti con mezzi illegali. Dopo lunghe trattative diplomatiche, il prezioso mosaico è tornato a Şanlıurfa nel 2015.

 

GÖBEKLI TEPE

Göbekli Tepe, situato a circa 20 km a nord-est di Şanlıurfa, vicino al confine con la Siria, è un sito archeologico risalente alla fine del Neolitico o all'inizio del Mesolitico. Vi è stato rinvenuto uno tra i più antichi esempi di costruzione in pietra (si suppone un tempio) datato al X millennio a.C., quindi risalente come minimo a 11600 anni fa. La struttura del Göbekli Tepe è composta da decine di colonne monolitiche alte da quattro a cinque metri disposte lungo almeno 20 anelli concentrici. I pilastri del sito sono decorati con elaborati rilievi raffiguranti animali tra cui gazzelle, giaguari, asini selvatici e pecore selvatiche. Queste decorazioni hanno portato gli studiosi a considerare il sito come un vero e proprio luogo di culto, dove i devoti, probabilmente appartenenti a comunità diverse, si sarebbero riuniti per eseguire rituali. Gli scavi furono iniziati nel 1995 da una missione congiunta del museo di Şanlıurfa e dell'Istituto Archeologico Germanico. Per la sua unicità, il sito archeologico di Göbekli Tepe è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO nel 2018.  Di recente (2021), gli scavi archeologici hanno portato alla luce un altro centro di culto non molto distante.

 

HARRAN

La città di Harran, attualmente centro di un distretto della provincia di Şanlıurfa in prossimità del confine siriano, anticamente è stata uno dei principali centri della Mesopotamia settentrionale ed è oggi considerata uno dei più antichi insediamenti al mondo abitati ininterrottamente fino ai nostri giorni.   Il nome della città compare nelle tavolette cuneiformi risalenti al 2250 a.C. rinvenute ad Ebla. Harran è citata anche nel Libro della Genesi e il suo più famoso abitante, Abramo, ci visse per alcuni anni intorno al 1900 a.C. Qui nell'VIII secolo fu fondata la prima università islamica al mondo. Le testimonianze architettoniche, come i resti delle mura, le rovine della fortezza e le tipiche case a forma conica realizzate in mattoni di fango, conferiscono alla città un’atmosfera fortemente suggestiva e rievocano un’epoca molto antica. L’economia locale, tradizionalmente basata sull’agricoltura, ha conosciuto una svolta radicale in seguito alla realizzazione della diga di Atatürk, grazie alla quale dove un tempo si estendeva il deserto oggi si coltiva il cotone.

ISTANBUL

Istanbul è una delle città più antiche del mondo.  Fondata nell'anno 667 a.C. dai coloni greci di Megara, nel corso della sua lunga e affascinante storia è stata capitale dell'impero romano (dal 330 al 395 d.c), dell'Impero bizantino (dal 395 al 1204 e poi dal 1261 al 1453), dell'impero latino (dal 1204 al 1261) e infine dell'impero ottomano (dal 1453 al 1922)  cambiando più volte nome. Anticamente nota come Bisanzio, a partire dal 330 divenne Costantinopoli per poi assumere solo nel 1930 l'attuale nome di Istanbul. Conosciuta anche con l'appellativo di "seconda Roma", fino alla conquista ottomana è stata uno dei fulcri più importanti della cristianità, per poi diventare successivamente crocevia di culture e religioni diverse. In seguito alla guerra di indipendenza, condotta dal grande Mustafa Kemal Ataturk, divenne la città più importante della nuova Repubblica Turca, mentre la capitale amministrativa fu trasportata ad Ankara in quanto ritenuta logisticamente più sicura. Con una popolazione di oltre 18 milioni di abitanti, attualmente è la città più popolosa della Turchia, capoluogo della provincia omonima e principale centro industriale, finanziario e culturale del Paese. Divisa dal Bosforo, Istanbul è l'unica metropoli al mondo ad estendersi tra due continenti, l'Europa (Tracia) e l'Asia (Anatolia).

La città ospita numerosi edifici di interesse storico ed artistico, tra cui la Basilica di Santa Sofia, il Monastero di Chora, la Torre genovese di Galata, il Palazzo Topkapi, il Palazzo di Dolmabahçe, la Moschea Blu, la Mosche di Solimano il Magnifico e altri monumenti famosi in tutto il mondo.

Istanbul è stata capitale europea della cultura per il 2010. Dal 1985 le aree storiche sono iscritte nella lista UNESCO dei siti patrimonio mondiale dell'umanità.

Il clima di Istanbul è di tipo temperato ma è alquanto particolare, a metà strada tra il clima oceanico e il clima mediterraneo (media annuale +14,3°C).

L'inverno è freddo e umido ed è caratterizzato da un'alternanza fra periodi miti e piovosi (quando soffiano i venti umidi e tiepidi dal Mar Mediterraneo) e periodi invece più rigidi e nevosi (con minime anche di -8°C) quando soffiano i venti dal Polo Nord o dall'Est. In gennaio e in febbraio le temperature medie possono oscillare tra i +3°C e i +8°C.

L'estate è calda e molto umida ed è caratterizzata da precipitazioni minori rispetto agli altri periodi, ma sempre significative. In luglio e in agosto le temperature medie possono variare tra i +18°C e i +28°C.

 

PALAZZO TOPKAPI

Il Palazzo Topkapi, situato a est del quartiere Fatih di Istanbul,  è oggi uno dei più grandi musei-palazzo del mondo. La costruzione, ordinata dal sultano Mehmed il Conquistatore, iniziò nel 1459, sei anni dopo la conquista di Costantinopoli da parte dell'impero ottomano. Nel XV e XVI secolo servì come residenza principale e quartier generale amministrativo dei sultani ottomani. Il nome Topkapi, che significa Porta dei Cannoni, gli fu dato solo nel XIX secolo. Dopo la fine dell'Impero ottomano nel 1923, un decreto governativo del 3 aprile 1924 trasformò il Topkapi in un museo. Il complesso è stato ampliato nel corso dei secoli, con importanti restauri dopo il terremoto del 1509 e l'incendio del 1665. Ha centinaia di stanze e camere, ma solo le più importanti sono accessibili al pubblico, tra cui l'Harem imperiale ottomano e il tesoro, chiamato hazine, dove sono esposti il ​​diamante del fabbricante di cucchiai e il pugnale Topkapi. La collezione del museo comprende anche abiti ottomani, armi, armature, miniature, reliquie religiose e manoscritti miniati come il manoscritto Topkapi. Durante il mese di Ramadan è molto richiesta la visita del padiglione di Hirka-i Saadet, dove sono esposte le Sacre Reliquie del Profeta Maometto. Dal 1985 il Palazzo Topkapi è stato riconosciuto dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità.

HAREM

L'Harem imperiale, istituito nel periodo di Mehmed II,  è una delle aree più affascinanti e misteriose del palazzo, dove vivevano la madre, le sorelle e le concubine del Sultano insieme ai loro servi. Mediamente ospitava 400 donne ma  questo numero poteva aumentare considerevolmente. Nessun uomo, a parte il Sultano, poteva accedervi. L'Harem assolveva a due  funzioni fondamentali: in primo luogo consentiva al Sultano di perpetuare la sua discendenza scegliendo le madri dei suoi figli in una cerchia ampia ma selezionata di concubine. Ciò era indispensabile per garantire la continuazione della dinastia. Ma l'Harem svolgeva anche una funzione importante come scuola. Una volta entrate nell'Harem, le ragazze dovevano apprendere i precetti dell'Islam, la lingua e la cultura turche. La musica, la lettura, la scrittura, il ricamo e la danza completavano la loro formazione. In questo modo all'interno dell'Harem si ponevano le basi per l'affermazione di un'aristocrazia fedele al sultano e alla dinastia. Il personale di servizio dell'Harem era interamente composto da schiavi eunuchi ai quali era affidato anche l'incarico di fare la guardia alle concubine. Gli eunuchi erano divisi in due gruppi: eunuchi bianchi e eunuchi neri.

 

PALAZZO DI DOLMABAHCE

Il palazzo Dolmabahçe è il palazzo più grande della Turchia e il primo in stile europeo costruito ad Istanbul. E' situato nella parte europea della città, affacciato sul Bosforo di fronte a Scutari. Progettato dagli architetti armeni Garabet Amira Balyan e Nigoğos Balyan, rispettivamente padre e figlio, è stato realizzato tra il 1843 e il 1856 per volere del sultano Abdülmecid I. Il palazzo è stato il principale e l’ultimo centro amministrativo dell'Impero Ottomano, prima che Atatürk dichiarasse la Repubblica.

Costruito in una baia precedentemente usata come punto di ancoraggio per la flotta ottomana, fu progressivamente circondato da un bellissimo giardino, il giardino imperiale, molto apprezzato dai sultani ottomani. Da questo utilizzo deriva il nome del palazzo, letteralmente riempito (dolma) giardino (bahçe). Il palazzo è costituito da tre edifici: uno riservato agli uomini, uno per le donne (harem) e uno per la vita di corte.  È stato edificato con l'intento di emulare le principali regge europee realizzate nel periodo barocco, offrendo a volte un effetto ostentato e anacronistico. È caratterizzato da alcuni motivi dell'architettura tradizionale ottomana negli interni e da una meticolosa ricerca dello stile rococò soprattutto negli esterni.

Gli appartamenti si estendono su una superficie di 45.000 metri quadrati con 285 stanze e 44 sale di ricevimento. La zona prettamente abitativa comprende anche un hammam realizzato in marmo e alabastro e una libreria contenente i libri del califfo Abdülmecid II. Il lampadario di cristallo in stile Bohemien, appeso nel centro del salone, fu regalato dalla regina Vittoria. Conta un totale di sessanta braccia, 750 luci e un peso totale di 4.5 tonnellate. È considerato il lampadario più grande al mondo. Il salone è adornato da Hereke, particolare tipologia di tappeti provenienti dalla omonima città, e da tendaggi rossi.

 

Stanza di Atatürk

Mustafa Kemal Atatürk, il fondatore e il primo presidente della Repubblica Turca, passò gli ultimi anni della sua vita nel palazzo. Morì in questa stanza la mattina del 10 novembre 1938. Dopo la sua morte tutti gli orologi del palazzo furono fermati alle 9:05, ora del decesso. Successivamente tutti gli orologi  sono stati reimpostati regolarmente, tranne quello all'interno della stanza di Atatürk che  è ancora simbolicamente fermo all'ora della morte del presidente.

 

Edifici adiacenti

Una moschea in stile barocco fu costruita nei pressi del palazzo tra il 1853 e il 1855. Fu commissionata dalla madre del sultano Bezm-i Âlem Valide. A partire dal 1948, la moschea è divenuta sede di un Museo Navale ma nel 1960, dopo il colpo di stato del 27 maggio, il museo è stato trasferito in una nuova sede. Dal 1967 la moschea è stata utilizzata come luogo di culto.

Una Torre dell'Orologio  fu eretta nei pressi di Palazzo di Dolmabahçe di fronte alla Porta del Tesoro: la torre fu ordinata dal sultano Abdul Hamid II e progettata dall'architetto di corte Sarkis Balyan tra il 1890 e il 1895.

 

ACQUEDOTTO DI VALENTE il monumento é visibile solo dall’esterno

Per assicurare sempre il rifornimento di acqua agli abitanti di Costantinopoli (la moderna Istanbul), l'Impero Romano prima e gli imperatori bizantini poi crearono una rete di cisterne sotterranee alimentate da un poderoso acquedotto. L'opera fu completata nell'anno 368 sotto l'imperatore Augusto Valente (da cui il nome latino dell'acquedotto, chiamato in turco Bozdoğan Kemeri, "arcata del falco grigio"). Parti dell'acquedotto cittadino esistono tuttora e campeggiano lungo la strada che va dall'areoporto Atatürk al centro di Istanbul. Oggi ne rimangono circa 900 metri, ma anticamente l'acquedotto giungeva fino alle sorgenti della Belgrad Forest, a 20 km dal centro di Costantinopoli. Le acque venivano depositate all’interno di numerose cisterne e le quantità raccolte erano talmente elevate che la città poteva resistere, per mesi e senza nessun problema, agli assedi degli eserciti nemici.

 

GRAN BAZAAR

Il Gran Bazaar è l'antico centro commerciale della città risalente al XV secolo.  Rinomato pei i suoi vicoli e i 3.800 negozi, oggi è un luogo di attrazione per i turisti.

MONASTERO DI CHORA  

Il Monastero di Chora è considerato uno dei più importanti esempi di architettura bizantina sacra oggi esistenti. L'interno è decorato con mosaici e affreschi, considerati fra le massime espressioni dell'arte bizantina.

EYUP

Il quartiere di Eyup si trova all' estremità occidentale del Corno D'Oro.  La sua Moschea è meta di pellegrinaggi ed è uno dei luoghi più sacri della Istanbul musulmana. Il suo nome deriva dal fedele portavoce di Maometto, la cui tomba fu ritrovata proprio in questo luogo. La Moschea fu fatta costruire da Maometto nel punto esatto dove il compagno morì, durante l'assedio di Costantinopoli.

LA CHIESA BULGARA DI SANTO STEFANO   é visibile solo dall’esterno

È uno dei monumenti più curiosi ed interessanti della città, poiché è una chiesa neogotica costruita interamente in ferro fuso. Quando la minoranza bulgara decise di staccarsi dalla chiesa ortodossa, chiese al sultano il permesso di costruire una propria chiesa. Il Sultano autorizzò  la costruzione ma a a condizione che venisse realizzata in soli  3 mesi. La chiesa fu quindi interamente costruita a Vienna e successivamente trasportata su imbarcazioni lungo il Danubio e montata ad Istanbul nel 1898. La chiesa è rinomata anche per le sue vetrate colorate.

LA TORRE DI BEYAZIT  il monumento é visibile solo dall’esterno
Costruita dall’architetto Senekerim Balyan, questa torre alta 85 metri ha preso la sua forma attuale nel 1828. Venne realizzata sul colle più alto di Istanbul per annunciare gli incendi che rappresentavano una minaccia costante per la città in quanto la maggior parte delle case era in legno. Oggi è utilizzata per segnalare le condizioni meteorologiche del giorno successivo: se le luci sulla Torre Beyazit sono di colore blu significa che è previsto bel tempo, il giallo segnala nebbia, il verde pioggia e il rosso neve.

LA MOSCHEA DI SOLIMANO IL MAGNIFICO – SULEYMANIYE CAMII

Commissionata da Solimano I, detto "il Magnifico", in occasione del 30° anniversario della sua ascesa al trono e progettata da Mimar Sinan, il più celebre e abile di tutti gli architetti di corte,  la moschea fu iniziata nel 1550 e completata in sette anni. I quattro minareti, con un totale di 10 splendidi şerefe (balconi) stanno a testimoniare che Solimano fu il quarto sultano degli Osmanli a governare la città e il decimo dopo la fondazione dell’impero. Il Sultano e il suo grande amore, Hürrem Sultan, sono sepolti all'interno del complesso.

LA MOSCHEA BLU - SULTANAHMET CAMII

La Moschea Blu è una delle più importanti moschee di Istanbul, vero  e proprio capolavoro dell'architettura ottomana. Costruita nel 1616 di fronte alla basilica di Santa Sofia, è l'unica moschea a poter vantare ben sei minareti. Il suo vero nome é Moschea del Sultano Ahmet, ma nel mondo oCcidentale è conosciuta come è per la decorazione maiolche di colore blu nel mondo occidentale é conosciuto come Moschea Blu per le migliaia di maioliche blu di Iznik che ornano l’interno.

LA MOSCHEA NUOVA  - YENICAMI

La Yeni Cami è nota come Moschea Nuova perché ha “solo” 400 anni. Imponente e spettacolare, è un altro luogo dove poter osservare la bellezza delle maioliche di Iznik oltre alla Moschea Blu. La  costruzione fu commissionata nel 1597 da Safiye Sultan, moglie del sultano Murad III. Il progetto fu però ostacolato da problemi politici e finanziari e la prima fondazione venne abbandonata, cadde in rovina e fu poi completamente distrutta da un incendio nel 1660. La moschea fu completata nel 1663 per volontà della madre del sultano Mehmed IV. Oggi è molto frequentata in quanto si trova vicino al mercato egizio delle spezie.

IL BAZAR DELLE SPEZIE   -  MERCATO EGIZIANO

ll Bazar delle Spezie, chiamato anche mercato egiziano, è uno dei più antichi mercati di Istanbul. Situato nel quartiere Eminonu vicino al ponte di Galata, è il posto più indicato per comprare prodotti tipici locali, come spezie, dolci o frutta secca.

IL BOSFORO 

Il Bosforo (in turco İstanbul Boğazı o Boğaz) è uno stretto canale naturale che unisce il Mar Nero al Mare di Marmara e segna, insieme allo stretto dei Dardanelli, il confine meridionale tra il continente europeo e il continente asiatico. Ha una lunghezza di 31,7 km e una larghezza che va dai 550 ai 3000 metri. Sulla sponda europea, attorno al Corno d'Oro, si è sviluppata la città di Istanbul, l'antica Costantinopoli, la cui attuale area urbana si estende anche sulla sponda asiatica per circa 20 chilometri. Il Ponte sul Bosforo fu completato nel 1973.

La direzione delle acque nello stretto del Bosforo è nei due sensi: una corrente superficiale di acqua salmastra di 20-30 m di spessore va dal Mar Nero verso Sud mentre una corrente più profonda, lenta e salata, risale dal Mar Mediterraneo verso Nord. Valutazioni satellitari attestano una differenza di 30–50 cm tra i due bacini estremi, con il Mar Nero più in alto del Mar Mediterraneo. Le fluttuazioni non dipendono dalle maree ma dall'apporto di acqua dolce da parte dei grandi fiumi che afferiscono al Mar Nero (DanubioDniestrDnieprDon). Il risultato è quindi un ingresso di acqua salmastra nel Mediterraneo. Profondo in media 40 m, il Bosforo è in realtà molto irregolare, arrivando anche a  una profondità di 120 m.

Nel corso della storia, il Bosforo ha sempre avuto una notevole importanza commerciale e strategica. Nel V secolo a.C., la città-stato di Atene, dipendente dal grano importato dalla Scizia, mantenne alleanze con le città che controllavano lo stretto, tra le quali in particolare Bisanzio, colonia di Megara. Le stesse considerazioni indussero l'imperatore romano Costantino I a fondare qui, nel 330, la nuova capitale dell'imperoCostantinopoli, che durante il medioevo fu una delle più popolose città europee.

Nel 1453 la città venne conquistata dai turchi ottomani, che costruirono sui due lati dello stretto le fortificazioni di Anadoluhisari (1393) e Rumelihisari (1451). Anche nella storia moderna, il controllo del Bosforo continuò a essere al centro di conflitti, in particolare con la guerra russo-turca (1877-1878) e l'attacco da parte delle potenze alleate ai Dardanelli nel 1915 durante la prima guerra mondiale. Andando molto più indietro nel tempo, anche la guerra di Troia, al di là della giustificazione ufficiale, cioè il rapimento della bella Elena da parte di Paride, figlio del re di Troia, fu mossa dai greci proprio per il controllo dello stretto dei Dardanelli e del Bosforo.

 

TORRE DI LEANDRO il monumento é visibile solo dall’esterno

La Torre di Leandro si trova su un piccolo isolotto situato all'ingresso sud del Bosforo. Fu  costruita in legno dall'imperatore bizantino Alessio I nel 1110 per sbarrare l'ingresso del Bosforo con una catena di ferro tesa fra la torre stessa ed un'altra torre che si ergeva sulla spiaggia del quartiere di Manganae / Scutari .

Durante l'assedio di Costantinopoli del 1453, che portò alla conquista della città da parte dell'impero ottomano, la torre presidiata da una guarnigione bizantina al comando del veneziano Gabriele Trevisano resistette ad alcuni assalti ottomani, per poi essere consegnata ai conquistatori dopo la presa della città.

Fu poi oggetto di numerosi restauri da parte degli ottomani, finché nel 1763 fu ricostruita in pietra. È chiamata Torre di Leandro perché associata erroneamente al mito di Ero e Leandro, che in realtà ebbe come teatro i vicini Dardanelli.